I mezzi
L’autonomia
finanziaria
La
situazione materiale dei deputati
L’autonomia
amministrativa
I funzionari
dell’Assemblea nazionale
L’informatica a Palazzo Borbone
La
diffusione dei lavori
Dal punto di vista
dell’organizzazione amministrativa, l’Assemblea nazionale – come tra l’altro
il Senato – si distingue grazie all’applicazione del cosiddetto principio
di autonomia delle assemblee parlamentari, derivante dal principio della
separazione dei poteri. Il risultato sono regimi finanziari e amministrativi
caratterizzati da una certa peculiarità, anche se questa ha tendenza, a
ridursi progressivamente. Per quanto riguarda i mezzi di tipo materiale e in
particolare l’utilizzo dell’informatica e delle nuove tecniche di
comunicazione, l’approccio è sicuramente innovativo.
L’autonomia finanziaria
Il regime finanziario dell’Assemblea nazionale è definito dall’articolo 7 dell’ordinanza n° 58-1100 del 17 novembre 1958 relativa al funzionamento delle camere. Nel primo comma viene confermato il principio tradizionale dell’autonomia finanziaria di ogni Assemblea. Anche se le camere non hanno personalità morale, le loro operazioni finanziarie non sono assoggettate al diritto comune. La gestione dello stanziamento previsto nella finanziaria (bilancio degli oneri comuni), una volta versato, non è sottoposto al regolamento generale della contabilità pubblica (decreto n° 62-1587 del 29 dicembre 1962). Le camere gestiscono il loro bilancio in modo completamente autonomo e non sono assoggettate alla giurisdizione della corte dei Conti. Non esiste a priori controllo di regolarità di esercizio da parte di un funzionario che dipende gerarchicamente dal ministero del Tesoro. Il tesoriere dell’Assemblea nazionale è un funzionario parlamentare, che dipende dai Questori.
Il progetto di bilancio, preparato ogni anno dai Questori, viene redatto all’interno di una " commissione comune dei crediti", composta dai questori delle due camere (sei in totale) riuniti sotto la presidenza di un presidente di camera della Corte dei conti, assistito da due magistrati assessori con voto consultativo. Qualunque sia il ruolo effettivamente svolto al momento delle delibere da questo presidente di camera, il fatto che le proposte di bilancio delle autorità delle camere debbano essere sottoposte a personalità esterne al parlamento è potuto apparire come un passo indietro nell’autonomia finanziaria di quest’ultimo.
La commissione comune si limita a fissare gli stanziamenti necessari al funzionamento delle camere. Spetta ai questori suddividere i crediti tra i vari capitoli di spesa. La legge finanziaria annua include, sotto forma di documento allegato, un rapporto che riguarda i bilanci delle camere redatto dalla commissione comune che comporta indicazioni sulle somme spese, le variazioni da un anno all’altro e le loro previsioni di utilizzo.
Una commissione speciale incaricata di verificare e di liquidare i conti, composta da 15 deputati esamina ogni anno la chiusura dei conti di esercizio (articolo 16 del Regolamento dell’Assemblea nazionale) e da scarico ai Questori per la loro gestione. Dal 1994, redige un rapporto pubblicato alla fine di ogni esercizio.
La situazione materiale dei deputati
Le indennità parlamentari
Le indennità attribuite ai deputati sono state definite con l’ordinanza n° 58-1210 del 13 dicembre 1958. L’indennità di base è calcolata "prendendo come riferimento il trattamento dei funzionari statali nella categoria cosiddetta fuori griglia”. Questa è uguale alla media calcolata tra il trattamento più basso e il trattamento più alto di questa categoria" e corrisponde agli emolumenti di un consigliere di Stato che ha meno di un anno di anzianità nel suo grado. Si aggiunge l’indennità di residenza, come per i funzionari, al tasso del 3 %. Secondo l’articolo 2 dell’ordinanza precitata : " L’indennità parlamentare è completata da una cosiddetta indennità di funzione "; l’importo di questa indennità è pari ad un quarto della somma dell’indennità parlamentare (indennità parlamentare vera e propria con maggiorazione dell’indennità di residenza).
Da questa indennità sono sottratte alcune trattenute obbligatorie: contributi alla cassa pensioni; contributi eccezionali di solidarietà ; contributo sociale generalizzato; contributi al rimborso del debito sociale; contributi ai fondi di garanzia di risorse. L’indennità parlamentare di base maggiorata dall’indennità di residenza, ad esclusione dell’indennità di funzione è imponibile secondo le regole applicabili agli stipendi e emolumenti.
Ai sensi della legge organica n° 92-175 del 25 febbraio 1992, il deputato titolare di mandati o funzioni elettorali locali puo’ cumulare le indennità di mandati o funzioni elettorali locali con la sua indennità parlamentare di base solo per un massimo di una volta e mezzo quest’ultima.
Gli assegni familiari percepiti dai deputati sono equivalenti a quelli del regime generale dei dipendenti.
Le spese di segreteria e di mandato
Per far fronte alle varie spese legate all’esercizio del loro mandato che non sono direttamente a carico o rimborsate dalla Camera, i deputati godono di un’indennità rappresentativa delle spese di mandato la cui somma è rivalorizzata sulla base della funzione pubblica e che gli permette in particolare di remunerare una o più segretarie.
Il " compenso collaboratore "
La legge stanzia per ogni deputato una somma destinata alla remunerazione dei propri collaboratori. Alla voce « collaboratore » corrisponde – il termine "assistente parlamentare" utilizzato per designare le persone che legate ad un deputato da un contratto di diritto privato gestito dall’Assemblea nazionale e remunerate con un fondo specifico attribuito da quest’ultima ad ognuno dei suoi membri, esercitano la loro attività o nella circoscrizione di un deputato, o a Parigi.
Questa somma permette di remunerare tre collaboratori; tuttavia, puo’, secondo il volere del deputato, essere versata a profitto di un numero di persone che variano da uno a cinque. Il deputato ha la qualità di datore di lavoro : assume, licenzia, fissa le condizioni di lavoro e il salario del suo personale. La somma a disposizione di ogni deputato è rivalorizzata sulla base della funzione pubblica. In caso di non utilizzo della totalità della somma, la quota disponibile rimane a disposizione del bilancio dell’Assemblea nazionale o puo’ essere ceduta dal deputato al suo gruppo politico per remunerare gli impiegati del gruppo.
Le facilità di circolazione
- Viaggi su tutto il territorio nazionale in treno: l’Assemblea nazionale rilascia una carta nominativa che permette l’accesso gratuito a tutta la rete S.N.C.F. in prima classe, e a cuccette e vagoni-letto compartimenti in prima classe, per gli spostamenti all’interno delle frontiere del paese.
- Spostamenti a Parigi e nella regione parigina: l’Assemblea nazionale dispone di un parco di una ventina di auto destinate in priorità agli spostamenti delle delegazioni ufficiali insieme agli spostamenti richiesti dai lavori legislativi. Risponde, per quanto possibile agli spostamenti dei deputati legati ai loro altri obblighi e effettuati partendo dal Palazzo Borbone a Parigi o a destinazione degli aeroporti. I taxi parigini vengono chiamati quando il parco auto non è in grado di rispondere a tutte le richieste.
- Viaggi aerei: ogni anno sono a carico dell’Assemblea nazionale:
* per i deputati della Francia metropolitana: quaranta viaggi andata e ritorno tra Parigi e la circoscrizione, quando questa è collegata da una linea aerea regolare (ottanta passaggi "circoscrizione"); sei viaggi andata e ritorno in Francia metropolitana, fuori circoscrizione ;
* per i deputati d’oltre-mare : una somma annua pari, per i deputati delle province, al costo di ventisei passaggi in classe club-affaires tra Parigi e la circoscrizione e, per i deputati dei territori e enti territoriali, al costo di sedici passaggi in prima classe tra Parigi e la circoscrizione; quattro viaggi andata e ritorno in Francia metropolitana.
Previdenza e pensioni
I deputati sono obbligatoriamente affiliati ai fondi di previdenza sociale dell’Assemblea nazionale, regime speciale creato dall’Ufficio presidenza dell’Assemblea nazionale, nel 1948 e gestito da un comitato di gestione composto da tre Questori e da un rappresentante di ognuno dei gruppi politici. Questo fondo fornisce prestazioni per malattia e maternità e attribuisce un capitale-decesso o indennità in caso di decesso.
Il fondo pensione dei deputati, creato da una risoluzione della Camera dei deputati del 23 dicembre 1904, è alimentato da una quota prelevata sull’indennità parlamentare e da una sovvenzione iscritta nel bilancio dell’Assemblea. Le pensioni sono calcolate secondo il numero di anni di contributi versati, sapendo che i deputati pagano doppi contributi durante i primi quindici anni di mandato. In genere si maturano i diritti per la pensione dai 55 anni in poi.
Facilitazioni varie
* Mezzi di comunicazione
Le comunicazioni telefoniche, per tutta la Francia, da un telefono di un ufficio dei deputati, al Palazzo Borbone, sono a carico dell’Assemblea nazionale.
Su richiesta i deputati possono anche beneficiare, di un forfait globale di comunicazione che comprende : gli abbonamenti per massimo quattro linee di comunicazione di cui sono titolari, tra le quali vi sono due linee di cellulari ; un abbonamento presso un fornitore d’accesso internet ; il costo delle comunicazioni entro i limiti del forfait.
La corrispondenza di tipo parlamentare, ossia quella richiesta dal mandato legislativo, viene affrancata a spese dell’Assemblea nazionale. La corrispondenza di tipo privato e la corrispondenza di carattere generale o collettivo (inviti, annunci, carte da visita, opuscoli, volantini, richieste di sottoscrizioni, giornali…). non rientra in questo ambito.
I deputati dispongono, tra l’altro di una somma per acquisire materiale informatico.
* Ristorazione
Due ristoranti sono a disposizione dei deputati. Uno è unicamente riservato per loro, l’altro permette di ricevere invitati. La ristorazione è a carico dei deputati.
* Alloggio
L’Assemblea nazionale consente l’accensione di mutui per l’acquisto di un alloggio o di un locale ad uso ufficio o per stabilirvi una sede, a Parigi o nella circoscrizione. La somma media dei mutui concessi ai deputati, su 10 anni al tasso del 2 %, è di circa 76.225 euro.
L’Assemblea nazionale è proprietaria di un immobile ad uso alberghiero nei pressi di Palazzo Borbone dove i parlamentari possono prenotare una camera a loro spese.
L’autonomia amministrativa
Nelle Repubbliche anteriori, gli atti delle assemblee, gli atti parlamentari, erano considerati atti di governo e in tal caso il giudice non era competente per prenderne atto.
L’articolo 8 dell’ordinanza n° 58-1100 del 17 novembre 1958 relativa al funzionamento delle assemblee parlamentari è stata una prima eccezione a questo regime di immunità giurisdizionale definendo una regola secondo la quale " Lo Stato è responsabile di qualunque tipo di danno causato dai servizi delle assemblee parlamentari ". La legge che riguarda le vertenze definisce ulteriori eccezioni che riguardano le vertenze che implicano gli impiegati delle camere e in particolare la legge del 13 luglio 1983 che esplicita i diritti e doveri dei funzionari statali all’interno dell’articolo 31.
Esistono anche nuove restrizioni a questo regime di immunità giurisdizionali che risultano da decisioni giurisdizionali, tra cui una proveniente da una sentenza dell’Assemblea del Consiglio di stato del 5 marzo 1999, Presidente dell’Assemblea nazionale, che è di grande portata e contribuisce a ravvicinare al regime di diritto comune il contenzioso degli atti delle assemblee parlamentari. Traendo le conseguenze di questa evoluzione, l’Ufficio presidenza ha adottato, nel febbraio 2001, un decreto per regolamentare gli appalti pubblici dell’Assemblea nazionale (Gazzetta ufficiale del 23 febbraio 2001).
I funzionari dell’Assemblea nazionale
Il regime applicabile risulta dal principio di autonomia dato che l’articolo 17 del Regolamento dell’Assemblea prevede che " l’Ufficio presidenza determini tramite regolamenti interni l’organizzazione e il funzionamento dei servizi dell’Assemblea, le modalità di applicazione, di interpretazione e di esecuzione da parte dei vari servizi delle disposizioni del presente Regolamento, insieme allo statuto del personale e i rapporti tra l’amministrazione dell’Assemblea e le organizzazioni professionali del personale ".
E’ quindi su questa base grazie ad un decreto dell’ufficio presidenza che enuncia il Regolamento interno sull’organizzazione dei servizi che riguardano lo statuto del personale dell’Assemblea nazionale, i 1.300 dipendenti dell’Assemblea nazionale vengono suddivisi in due categorie : servizi legislativi e servizi amministrativi, sotto l’autorità amministrativa di due segretari generali: circa la metà di essi svolge mansioni di accoglienza, sorveglianza, sicurezza e manutenzione corrente, eseguita da uscieri, agenti, custodi-vigili; i lavori di segreteria impiegano quasi un quinto del personale; i vice-amministratori si occupano dell’applicazione delle regole di procedura e di gestione; il lavoro concettuale e di assistenza tecnica è soprattutto svolto dagli amministratori e consiglieri inquadrati dai direttori; i segretari dei dibattiti e i redattori dei dibattiti (vedi pag. 54) sono incaricati di redigere i verbali delle discussioni in Aula.
Lo statuto degli agenti delle assemblee comprende in particolare le seguenti caratteristiche : gli impieghi permanenti sono tenuti esclusivamente dai dipendenti parlamentari ; i dipendenti sono statali, ma non dipendono dallo statuto generale della funzione pubblica ; sono assunti solo tramite concorso; hanno alcuni obblighi particolari in materia di neutralità e di disponibilità.
I dipendenti dell’Assemblea in genere svolgono tutta la loro carriera all’interno dell’Assemblea nazionale. E’ tuttavia possibile essere distaccati per altro impiego o di richiedere una messa in disponibilità.
Il primo ingegnere informatico è stato assunto all’Assemblea nazionale nel 1969 in occasione dell’applicazione del Piano Calcolo. Nel 1975 sono stati acquistati i primi due calcolatori (macchine Bull 6160), ed è sorta allo stesso tempo la divisione dell’informatica di gestione, all’epoca integrata al servizio affari finanziari. Poco a poco dal 1986 in poi, i vari servizi hanno avuto in dotazione i personal computer.
L’attività informatica si è strutturata nel corso del tempo: è stato creato un Servizio dell’Informatica poco prima del 1990 per curare le principali necessità informatiche dell’Assemblea e dal 1995 esiste un sistema d’informazione composto da banche dati in rete.
Dal 1990 è stata creata una linea di credito annua per gli acquisti informatici dei deputati.
La tappa seguente si traduce tramite il ricorso a quadri tecnici specializzati e tramite la messa in opera di una pianificazione a medio termine.
Con l’arrivo di Internet si assiste ad un incremento delle attività del settore: nel 1996, viene creato il sito Internet dell’Assemblea. Dal 1997, esiste allo stesso tempo una domanda generalizzata di collegamenti Internet e l’auspicio delle autorità politiche di trasformare il sito Internet dell’Assemblea in uno strumento informatico di documentazione, supporto per una ampia diffusione dei lavori parlamentari.
Dal 1998, un sito Intranet - Extranet è a disposizione dei deputati e dei loro collaboratori. E’ inoltre disponibile un sito Intranet per i deputati e i loro collaboratori. Inoltre è a disposizione dei servizi un sito Intranet.
Dal giugno 2002 e dall’inizio della dodicesima legislatura, ogni deputato dispone, nel proprio ufficio dell’Assemblea nazionale, di una postazione informatica con un collegamento Internet e di un indirizzo di posta elettronica.
I deputati e i servizi dispongono ormai di un ampio accesso alle nuove tecnologie, in termini sia di fonti d’informazione che di mezzi di lavoro.
Il sito Internet dell’Assemblea Nazionale ( www.assemblee-nationale.fr ) permette al pubblico di accedere ad un’ampia gamma di informazioni e in particolar modo a tutti i documenti parlamentari, consultabili on-line (progetti e proposte di legge, rapporti, testi adottati…). Il verbale analitico dei dibattiti delle sedute è consultabili circa tre ore dopo la fine della seduta. Sul sito sono anche disponibili le biografie dei deputati, la composizione delle varie istanze parlamentari e dei servizi dell’Assemblea insieme a numerosi testi e illustrazioni che riguardano Palazzo Borbone e il funzionamento dell’Assemblea nazionale.
La diffusione dei lavori
La pubblicità è uno degli elementi essenziali dei dibattiti parlamentari. Legittimata dalla Costituzione del 3 settembre 1791, la pubblicità delle sedute avviene prima di tutto con la presenza di un pubblico e grazie alla diffusione di resoconti scritti dei lavori dell’Assemblea. Allo stesso tempo, i lavori delle commissioni e di altri organi dell’Assemblea danno vita alla pubblicazione di documenti scritti, che il pubblico puo’ ottenere o consultare su Internet (vedi Allegato pag. 100).
A parte questa forma di informazione diretta, l’Assemblea nazionale è aperta alla stampa scritta e audiovisiva, il cui ruolo è divenuto essenziale all’informazione del pubblico. A Palazzo Borbone sono accreditati più di 350 giornalisti francesi, che rappresentano quasi cento organi di stampa nazionali o locali, dove sono anche presenti una quarantina di loro colleghi della stampa estera che rappresentano circa 40 giornali o agenzie che appartengono a venti paesi.
I giornalisti della stampa scritta accreditati assistono, da molto tempo ai dibattiti delle tribune che sono loro riservate. Dispongono, inoltre, in prossimità della sala delle sedute, di due sale di redazione.
La prima radiodiffusione dei dibattiti risale al 1947. Fondamentale per tutto un periodo, è declinata poco a poco per lasciare il passo alla ritrasmissione audiovisiva.
L’Assemblea pubblica i resoconti delle sedute e allo stesso tempo provvede, dal 1993, a fornire " una relazione audiovisiva integrale " dei dibattiti in seduta pubblica, con sei telecamere in Aula. Esistono inoltre, due sale che dispongono dei mezzi necessari per la registrazione delle audizioni pubbliche condotte dalle commissioni, dalle delegazioni e per la registrazione di alcuni colloqui organizzati dalle Assemblee.
Queste immagini sono diffuse dal canale televisivo interno e vengono gratuitamente messe a disposizione delle reti televisive. Fino alla primavera 2000, esse erano anche ritrasmesse via cavo e satellite dal " Canale Camere", che tra l’altro, ritrasmetteva i lavori del Senato.
Creata con la legge n° 99-1174 del 30 dicembre 1999, la Rete Parlamentare ha ripreso questo programma di ritrasmissione " allo stato puro " dei dibattiti. Ai sensi di tale legge, la Rete parlamentare " ricopre una missione di servizio pubblico, d’informazione e di formazione dei cittadini alla vita pubblica, grazie a programmi parlamentari, educativi e civici ". A tal scopo trasmette, a parità di tempi d’antenna, le trasmissioni di due società indipendenti, LCP-Assemblea nazionale (LCP-AN) e Pubblico-Senato, che sono legate ognuna ad una delle Camere tramite una convenzione che prevede in particolare la partecipazione finanziaria di cui beneficiano.
Conformemente al principio costituzionale della separazione dei poteri, le due società non sono sottoposte all’autorità di vigilanza dell’audiovisivo, il Consiglio superiore dell’audiovisivo. Anche se godono di fondi pubblici, non rientrano nel campo di giurisdizione della Corte dei conti, in virtù del principio di autonomia finanziaria del Parlamento. E’ sotto il controllo dell’Ufficio di Presidenza di ogni Assemblea che le società devono rispettare la regolamentazione applicabile in materia di reti televisive a tema e rispondere all’esigenza d’imparzialità dei programmi prevista dalla legge.
I programmi vanno in onda dalle 7 e 30 all’1 del mattino, LCP è diffusa su tutti i canali via cavo e via satellite ai sensi di una norma di legge del 30 dicembre 1999 dove viene esplicitato l’obbligo per gli operatori di mettere gratuitamente i programmi della rete a disposizione dei loro abbonati. Il canale è anche accessibile grazie alla ritrasmissione Internet accessibile dai siti dell’Assemblea nazionale e del Senato.
Le due componenti della rete parlamentare (ognuna di essa ha a capo un direttore generale), dispongono di una redazione di una quindicina di giornalisti ognuna e lavorano con il materiale tecnico esistente nelle due camere . La ritrasmissione in diretta dei dibattiti in seduta pubblica e in commissione è privilegiata, con riserva di un’alternanza Assemblea-Senato all’interno del palinsesto quotidiano dei programmi., Possono inoltre avvalersi di studi cinematografici e di produzione per realizzare alcuni programmi in diretta.
Per quanto riguarda più particolarmente LCP-Assemblea Nazionale, la priorità data ai lavori parlamentari stricto sensu è corredata da appuntamenti sull’informazione, dibattiti e reportage. Ogni giorno vengono trasmesse due edizioni di telegiornali, a mezzogiorno e la sera insieme a dibattiti incentrati sull’attualità politica e parlamentare. Inoltre, programmi a periodicità settimanale che completano una programmazione che prende in considerazione l’attività parlamentare in tutti i suoi aspetti.
Vengono anche ritrasmesse in diretta da France 3 le due sedute per le interrogazioni parlamentari rivolte al governo, il martedi e mercoledi di ogni settimana e dal 1999 vengono tradotte in lingua dei segni e da sottotitoli criptati per i mal udenti e i sordi. Infine la seduta pubblica e alcune riunioni di commissioni aperte alla stampa saranno ritrasmesse in diretta su Internet, tramite il sito dell’Assemblea nazionale.
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